Il Governo Meloni ha sempre voluto fortemente combattere la mafia. E lo ha fatto fin da subito, con il decreto legge 162 del 2022, poi convertito in legge. Il provvedimento, che riguarda “Misure urgenti in materia di giustizia”, ha introdotto regole più severe nei riguardi dei componenti di Cosa Nostra, per esempio restringendo l’accesso ai benefici penitenziari e alla liberazione condizionale per i condannati per reati particolarmente gravi (i cd. “reati ostativi”) che non collaborano con la giustizia. Fermezza dunque, come quella che abbiamo sempre dimostrato a proposito del regime carcerario del 41 bis, che è stato confermato. Come anche l’ergastolo ostativo.
Nessun passo indietro, nessun tentennamento. Siamo sulla strada giusta e a dimostrarlo ci sono le intercettazioni delle conversazioni tra alcuni boss pubblicate da La Repubblica, in cui gli stessi si scagliano contro il Governo Meloni per non aver allentato il carcere duro ai mafiosi. “Il nostro impegno nella lotta alla mafia è totale. Il 41 bis e l’ergastolo ostativo restano capisaldi imprescindibili. Nessun cedimento finchè saremo noi a governare l’Italia” ha scritto in proposito il Presidente del Consiglio sui social. Concordo ovviamente con lei: non arretreremo di un passo di fronte a chi vorrebbe indebolire questi strumenti fondamentali per la sicurezza dello Stato.
Ribadisco perciò con decisione questa linea di fermezza, che indigna i mafiosi ma che rende orgogliosi noi siciliani e la Nazione tutta. La guerra contro la mafia è e sarà sempre una priorità assoluta per il Governo Meloni, che continuerà a potenziare gli strumenti a disposizione della magistratura, delle forze dell’ordine e della polizia penitenziaria per contrastare con sempre maggiore efficacia le mafie.
In una fase storica in cui la criminalità organizzata sta tentando di percorrere nuove strade per fare i suoi interessi, agendo contro lo Stato, aggirando le misure di sicurezza e tendando di rialzare la testa, il nostro dovere morale e politico è chiaro: contrastarla con ogni mezzo e sconfiggerla senza esitazioni. Lo abbiamo detto e ribadito più volte, non solo a parole ma anche nei fatti. Nessun mafioso o detenuto in regime di carcere duro ha ottenuto agevolazioni penitenziarie da quando il Governo Meloni ha introdotto misure più severe in materia. Inoltre vigiliamo con preoccupazione sulle scarcerazioni o concessioni di permessi premio a detenuti mafiosi, consapevoli dei rischi che ciò comporta nella lotta alla criminalità organizzata.
In quest’ottica abbiamo anche presentato una proposta di legge che servirà ad uniformare una materia complessa e delicata, coinvolgendo la Procura nazionale antimafia e valorizzando il ruolo delle procure distrettuali. Le indagini delle DDA sono fondamentali per comprendere le strategie delle mafie, vecchie e nuove, dentro e fuori dal carcere. Solo grazie al lavoro degli investigatori sul territorio sarà possibile smascherare i falsi “detenuti modello” che, dietro una facciata di buona condotta, non essendosi mai dissociati, continuano a pianificare la riorganizzazione di Cosa Nostra. Nessun permesso alla mafia!
In questo articolo de Il Moderatore, che riporta anche le mie dichiarazioni, un approfondimento sulla posizione del Governo: Governo Meloni lotta alla mafia: dichiarazioni forti – ilmoderatore.it








