Ieri pomeriggio, nel giorno del suo compleanno, a Palermo si è svolto un incontro di enorme valore civile e simbolico dedicato a Paolo Borsellino. Presso la sede della Fondazione Società Siciliana per la Storia Patria, presente un folto e interessato pubblico, abbiamo ascoltato l’audio inedito dell’intervento del giudice ucciso dalla mafia nella strage di via d’Amelio: parole pronunciate al convegno “1992: un’Europa senza Mafia” del 14 gennaio 1989, oggi raccolte nel quaderno pubblicato dall’Istituto Siciliano di Studi politici ed economici (ISSPE) che è stato presentato nell’occasione.
E’ stato molto emozionante sentire la voce di Borsellino che, con lucidità, chiarezza ed estrema lungimiranza, individuava una serie di punti ed elementi validi ancora oggi per quanti vogliono portare avanti la lotta alla mafia.
Durante il convegno sono initervenuti, con considerazioni molto significative, l’avvocato della famiglia Borsellino Fabio Trizzino e Maurizio De Lucia, Procuratore della Repubblica di Palermo, che hanno offerto riflessioni profonde sul significato dell’eredità morale e giuridica del Giudice Borsellino.
Personalmente sono rimasta molto colpita dalla considerazione di Borsellino sull’importanza del rapporto di fiducia tra i cittadni e lo Stato. Un rapporto in cui la giustizia gioca un ruolo fondamentale, come anche le amministrazioni locali: tutte le articolazioni dello Stato, diceva Borsellino, devono essere ed apparire trasparenti, perché solo così la gente si fiderà davvero.
Penso, in proposito, allo Zen come esempio di colpevole disattenzione di chi ha investito, male, risorse pubbliche, creando quello che è diventato un vero e proprio ghetto controllato dalla mafia. Quanto accaduto allo Zen dunque è la conseguenza di quel che succede quando lo Stato si dimostra incapace di garantire il corretto svolgimento della vita civile.
“La via obbligata per la rimozione delle cause che costituiscono la forza di Cosa Nostra – dice Paolo Borsellino – passa attraverso la restituzione della fiducia nella pubblica amministrazione. Nessun impiego anche massiccio di risorse finanziarie produrrà benefici effetti se lo Stato e le pubbliche istituzioni in genere, non saranno posti in grado e non agiranno in modo da apparire imparziali detentori e distributori della fiducia necessaria al libero ed ordinato svolgimento della vita civile”.
Di fronte a queste parole noi che abbiamo un ruolo nelle istituzioni dobbiamo oggi fare una assunzione di responsabilità e muoverci, tutti, nella direzione da lui indicata: in quello che dice il Giudice, infatti, c’è la cifra di quello che secondo me deve essere l’impegno in politica e nelle istitutuzioni, perché solo garantendo l’ordinato svolgimento della vita civile avremo cittadini che crederanno nella politica e nello Stato.
A questo link potete scaricare la pubblicazione dell’ISSPE con l’intervento di Paolo Borsellino: Paolo-Borsellino_La_mafia_e_il_potere.pdf








