Il 7 gennaio 1978, di fronte alla sezione del Movimento Sociale Italiano e del Fronte della Gioventù di via Acca Larenzia a Roma, hanno perso la vita tre giovani militanti della giovane destra: Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni. Questa tragica pagina della storia d’Italia deve richiamare tutti noi, oggi, alla responsabilità della memoria e al rifiuto di ogni forma di violenza politica. Non dimentichiamo quei ragazzi, le cui vite sono state spezzate dall’odio.
Anche per questo trovo gravissimo l’episodio dell’aggressione ad un gruppo di militanti di Gioventù Nazionale che sono stati aggrediti mentre erano in affissione di manifesti in ricordo delle vittime di Acca Larenzia, ai quali ho espresso tutta la mia solidarietà.
Sono stati vittime di una violenza vile e premeditata. Inaccettabile. Spero che i responsabili vengano presto individuati e condannati. Serve una condanna chiara e netta, senza ambiguità, per fermare questa spirale di odio.
E serve una condanna chiara e netta anche per i terribili commenti che ho letto sotto i post commemorativi pubblicati sulle mie pagine social. Tra essi “Non mi sembra una gran perdita”; “Pochi. Sempre troppo pochi”. E ancora: “Non è una strage. E’ derattizzazione”; “Presenti tra i vermi e i ratti di fogna”; “Poi sarebbero diventati grandi”.
Parole pesantissime per giovani vite spezzate dall’odio rosso, che sembra non fermarsi. A chi scrive simili frasi dico solo una cosa: con quale faccia vi guardate allo specchio ogni mattina? Vergognatevi.









