Benissimo ha fatto il Consiglio dei Ministri, su proposta dei ministri della Salute Schillaci e della Famiglia Roccella, a decidere di impugnare la legge presentata all’Assemblea regionale siciliana (ed approvata con 27 voti a favore e 21 contrari) su iniziativa del Partito Democratico che mira ad ostacolare, tra i medici, l’obiezione di coscienza.
Quanto al contenuto, in sintesi, si vorrebbe avviare corsie preferenziali per l’assunzione negli ospedali pubblici di medici e personale non obiettore, prevedendo addirittura l’immediata sostituzione per chi in futuro si dichiari obiettore, con aggravio a carico delle finanze pubbliche.
Questo provvedimento viola palesemente sia l’articolo 117 della Costituzione, che tutela i principi di uguaglianza, di libertà di obiezione, di parità di accesso agli uffici pubblici, sia le norme sulle procedure concorsuali. Non solo: è anche in contrasto con la Legge 194, che all’articolo 9 prevede appunto l’obiezione di coscienza. Oltretutto la stessa 194, come ho già accennato, tutela pienamente tutti i diritti in materia. E in Sicilia non sono stati rilevati problemi nella sua concreta applicazione.
Come ho dichiarato insieme al collega senatore Raoul Russo, “l’obiezione di coscienza rappresenta l’espressione più autentica della libertà personale, religiosa, morale e intellettuale”. Proprio per questo motivo “apprendiamo favorevolmente l’impugnativa”anche perché “la legge regionale aveva un carattere strumentale”.Resto fermamente convinta che l’obiezione di coscienza va sempre garantita, insieme alla possibilità per tutti di partecipare ai concorsi pubblici.
In questo articolo su Live Sicilia, trovate anche le mie dichiarazioni: Il consiglio dei Ministri impugna la legge sugli obiettori di coscienza








